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Seno, bambini,donne in cucina e vecchi al potere.

Breve antefatto. Giovane signora di Biella si reca al locale ufficio postale cittadino, con il figlietto di tre mesi. In attesa del suo turno, il bambino ha fame e lei decide di allattarlo, poi – n…

Sorgente: Seno, bambini,donne in cucina e vecchi al potere.

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Un Manifesto

E’ imminente la pubblicazione di un manifesto politico.

Un documento impegnativo, che propone una interpretazione e delle proposte, nuove, per sbloccare la società italiana ed opporsi -senza ripetere modi e strategie fallimentari- al declino. La vittoria del NO al recente referendum è certamente un punto di avvio fondamentale, ma molte altre cose devono essere chiarite, capite, condivise.

Presto il documento sarà pubblicato. Il 18 marzo appuntamento a Bologna per parlarne.

 

 

Chi è uomo parli

[ ripubblico un testo del 2013 -per prova, ma pure perché repetita juvant ]

 

Questo è un appello?

No, questo non è un appello (fa troppo scuola, o intellettuale che se la tira assai).

Questo è un promemoria.

Un messaggio, che spera di trovare orecchie e cuori che con-dividano. E facciano, dicano la loro.

Pro-memoria. E che cosa dovremmo memorare?

Che manca a tuttora una iniziativa pubblica di uomini. Uomini -diciamo: esemplari di homo “sapiens” di sesso maschille- quasi ogni giorno ammazzano la loro fidanzata o ex fidanzata, moglie o ex moglie, convivente, amante. Bell’amore davvero.

Donne vi sono che denunciano pubblicamente il fenomeno. Che ne studiano la natura, le cause e le risposte da mettere in campo. Offrono difesa e riparo alle scampate, alle minacciate. Donne. In qualche caso strutture pubbliche fanno questo.

Ma dove sono gli uomini? Dove soiamo noi uomini?

Io non vedo una iniziaitva di adulti di sesso maschile che denunci con forza lo schifo -crescente, mi pare- nella comunicazione, nella cultura, negli atteggiamenti quotidiani, in cui stiamo sprofondando, soprattutto dal punto di vista della visione della donna, del femminile, del sesso, dei sentimenti.
Io non sento una voce collettiva di uomini che pubblicamente denunci  la violenza -le violenze. Che riconoscesse lo scandalo del femminicidio per quello che è, ed esigesse politiche pubbliche adeguate (non campagne di immagine estemporanee, a volte adirittura ambigue o controproducenti -come è già stato denunciato con competenza da donne coraggiose e pazienti, e competenti).

Insegnando alle superiori (quasi sempre nel biennio) vedo la pena, la povertà, l’analfabetismo sentimentale-relazionale in cui sono molto spesso ghettizzati tanti adolescenti maschi (soprattutto maschi, mi pare). Senza averne la minima consapevolezza, per lo più.
Da singolo insegnante (aggiungo) mi pare di poter fare poco più di nulla (poco più; ma cerco di farlo, sia chiaro).
E’ il maschile adulto, e onesto, e civile, che è chiamato in causa pubblicamente, ma che latita. Così almeno pare a me.

Saranno due o tre anni fa che sono stato a un incontro qui a Bologna di “maschile plurale”, ma la deriva di gran lunga prevalente era un specie di autocoscienza maschile (o maschile e GTB), cosa che rispetto, sia chiaro, ma che personalmente non mi interessa.
Una voce pubblica collettiva di uomini che dicano con forza la loro parola ferma a denunciare culture e comportamenti che non sono da uomini, ma da bipedi anaffettivi, spaventati e ciechi, da disperate bestie in via di estinzione, non la vedo. Non c’è. Non, di sicuro, all’altezza di quanto è richiesto.

Così a me pare.

caro Blog

caro Blog, piacere di conoscerti!

Può darsi che diventeremo amici.
Dico può darsi: se riesco a non essere così imbranato, e se avrò abbastanza cose sensate da raccontarti, che possano (soprattutto) sembrare abbastanza interessanti a un numero minimo di persone.
Quante condizioni!
ok, intanto abbiamo rotto il ghiaccio.
è qualcosa.

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